Avanza, il Pnrr. Ma a ogni verifica continua a presentarsi la forbice che separa il tasso di raggiungimento degli obiettivi formali e sostanziali dal grado di realizzazione finanziaria, misurato dalla spesa effettiva delle risorse comunitarie. Il divario torna evidente nella nuova relazione semestrale al Parlamento della Corte dei conti che, nel diluvio di numeri e tabelle disseminate nelle 290 pagine del documento, traccia un quadro articolato del Piano nazionale di ripresa e resilienza riassumibile così: riforme e opere marciano, e la spesa arranca.

Gli indicatori target

Un indicatore sintetico del tasso di avanzamento complessivo raggiunto dall’Italia a fine 2024 è desumibile dal totale degli indicatori target concordati con la Commissione europea: nella media delle sette missioni, ne è stato raggiunto ormai il 57%, «un risultato che appare coerente con la fase in cui versa attualmente il Piano, caratterizzata da iniziative nel pieno della loro realizzazione che si avviano verso la conclusione», come segnalano le Sezioni riunite in sede di controllo. Questa media, avverte la relazione, racchiude al suo interno «situazioni di avanzamento delle singole tipologie di misure e indicatori molto eterogenei», che spaziano dal picco registrato in quelli relativi al personale, tutti superati, alle buone performance incontrate nei filoni della «connettività» (71%) e «formazione» (70%), giù giù fino al 13% rilevato nella categoria dei «trasporti». Qui, inevitabilmente, pesano la maggiore complessità degli interventi e i tempi, di conseguenza più lunghi, delle fasi di preparazione e progettazione.