“De Falchi viveva”. E ancora, “Romano infame, bruciamo la capitale”. Così la curva Sud, tempio del tifo giallorosso, è stata imbrattata dai tifosi rossoneri durante la finale di Coppia Italia Milan-Bologna, che si è giocata mercoledì all’Olimpico.
I sostenitori di Milano hanno lasciato centinaia di scritte offensive con il pennarello sui seggiolini della curva e sulle pareti dei bagni.
L’elenco degli insulti è variegato. Ma su tutte si fa vedere la scritta comparsa nei bagni dello stadio contro Antonio De Falchi, tifoso romanista ucciso a botte, a due passi dallo stadio di San Siro, nel corso di un agguato teso dai milanisti ai giallorossi prima della partita Milan-Roma del 4 giugno 1989.
Le scritte verranno rimosse dal Coni prima della partita Milan-Roma in programma domenica. I seggiolini verranno sostituiti. Perché su centinaia di sedute oggi si leggono scritte di questo tenore: “Romano infame, romano Digos”
L’astio tra le due tifoserie è datato. "I bolognesi arrivavano dall’A1, i milanisti pure – ragiona Lorenzo Contucci, avvocato e tifoso romanista – non c’è neanche la scusa che una tifoseria arrivava da Sud e una da Nord: fermo restando che qualsiasi tifoseria avrebbe fatto lo stesso, perché dare ai tifosi milanisti la curva Sud e non la curva Nord?








