“Mi sa che abbiamo incastrato Stasi”. Sarebbe questo uno dei 280 messaggi che sarebbero finiti agli atti della Procura di Pavia nella nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, l’allora 26enne uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco il 13 agosto 2007, per cui fu condannato in via definitiva il fidanzato dell’epoca, Alberto Stasi. Ad inviare l’SMS a un amico, secondo il settimanale “Giallo”, sarebbe stata Paola Cappa, sorella gemella di Stefania, le cugine della vittima rientrate nell’occhio del ciclone della nuova inchiesta. Le due donna non sono indagate.
L’inchiesta riaperta dalla Procura a carico di Andrea Sempio sarebbe stata approfondita dalla rivista, che nel servizio pubblica anche una foto, postata da Paola sui social nel 2013, in cui compaiono dei piedi con calze a quadretti e in mezzo un’impronta a pallini, apparentemente simile a quella repertata ai tempi nella villetta di Garlasco, con la frase: “Buon compleanno sorellina”, riporta l’Ansa. Si cita anche una storia Instagram di Stefania, in cui appare un bambino tra biciclette e la scritta ‘Fruttolo’, che il settimanale collegherebbe al vasetto dello stesso yogurt rinvenuto nell’immediatezza del delitto in casa Poggi, e che sarà fatto analizzare dagli investigatori per cercare di individuare eventuali impronte e Dna. E ci sarebbero infine le intercettazioni dell’epoca in cui Paola, al telefono con la nonna, si sfogherebbe per un presunto disagio causato dall’ospitalità data ai genitori di Chiara quando la loro casa era sotto sequestro.










