Motivi di ordine pubblico.

Questa la ragione che ha portato all'espulsione dall'Italia di Rasmus Paludan, 43 anni, politico danese di estrema destra, noto (e condannato) per aver bruciato il Corano in pubblico in varie occasioni e per le sue posizioni radicali.

Il fondatore del piccolo partito Stram Kurs (linea Dura) è atterrato questa mattina all'aeroporto di Malpensa per partecipare al Remigration Summit, l'evento organizzato dall'ultradestra europea, la cui location resta, al momento, ancora ignota. Il nome del 43enne compariva tra quelli della lista passeggeri del volo diretto all'hub internazionale e, una volta sbarcato, è stato bloccato dalla Polizia Aeroportuale e poi raggiunto dagli uomini della Digos. La sua posizione è rimasta al vaglio sino al tardo pomeriggio di oggi quando è poi arrivato il provvedimento di espulsione, come confermato dalla Questura di Varese.

Secondo quanto ha scritto lo stesso Paludan su Facebook, la polizia gli avrebbe detto che "gli altri si arrabbiano perché ci sei tu. Ecco perché non dovresti essere qui". Paludan avrebbe voluto partecipare al summit come spettatore, il suo nome non compare infatti tra quelli dei relatori dell'evento. Un elenco dove compare invece Martin Sellner, uno dei principali teorici della remigrazione nonché leader del Movimento austriaco degli identitari (IBÖ, Identitäre Bewegung Österreich), anche lui arrivato oggi a Milano.