"Il funzionamento del braccialetto elettronico è molto spesso incompatibile con i mezzi di trasporto delle persone: nel momento dell'allarme nei confronti di una persona, molto spesso la vittima si trova ad una distanza non compatibile con l'intervento delle forze dell'ordine. Dobbiamo coniugare questi due elementi dando un'allerta alla vittima, affinché sia in grado - nel momento in cui coglie questo momento di pericolo - di trovare delle forme di autodifesa, magari rifugiandosi in una chiesa o in una farmacia, in un luogo più o meno protetto". Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al question time al Senato, in merito al braccialetto elettronico per prevenire i reati contro le donne.
I 10 chilometri
"Se si ritiene che dieci chilometri siano sufficienti per tenere a distanza la potenziale vittima dal potenziale aggressore, molto spesso la comunicazione funziona ma, in quei minuti in cui funziona l'avvertimento o il warning, i mezzi di trasporto del potenziale aggressore sono già riusciti a raggiungere la vittima", ha spiegato ancora il ministro della Giustizia per il quale "sarà in questo caso il magistrato a valutare quale sia la distanza sufficiente per poter assicurare le due parti, tenendo conto anche di questi mezzi di locomozione, che oggi purtroppo annullano le distanze che un tempo potevano essere considerate sufficienti", ha concluso.






