ROMA «Adesso, c’è soltanto da vedere quel che accade a Istambul». Il summit turco tra Russia e Ucraina mette la sordina alle polemiche tra alleati: «Faccio parte di un governo che fa parte dell’Europa molto più dell’agitato Macron. Mi trovo benissimo a fianco di Tajani e Meloni». Lo sostiene Matteo Salvini per dire che non è giornata per parlare di Ucraina, di Mes, di Pnrr e le altre questioni su cui gli alleati di governo non sono esattamente sulla stessa lunghezza d’onda. Certo, le opposizioni non hanno alcuna intenzione di lasciare cadere la palla: «Dopo il vicepremier Salvini — scrivono gli stellati della Commissione Esteri —, anche il vicepremier Tajani prende le distanze dalla linea di politica estera della presidente del Consiglio, facendo capire che lui a Kiev all’incontro dei volenterosi ci sarebbe andato». Per dire che «il governo è in tilt perché ci sono tre linee distinte: quella trumpiana di Salvini, quella macroniana di Tajani e quella ambigua e irrilevante di Meloni».