Con il fiato di Alternative für Deutschland sempre sul collo nei sondaggi, Friedrich Merz, è tornato il 14 maggio al Bundestag, per il suo primo discorso da cancelliere. Il leader della Cdu-Csu ha provato ad andare oltre l’investitura da brivido del 6 maggio, quando, fallita la prima conta, ha avuto bisogno di un secondo tentativo per ottenere la fiducia. Cose mai viste nella Germania del dopoguerra.
«Tutte le risorse necessarie»
Merz deve cancellare l’ombra della falsa partenza e ha promesso una svolta, per rilanciare la stanca economia tedesca e per fare dell’esercito «la più potente forza armata convenzionale d’Europa». La Bundeswehr avrà «tutte le risorse finanziare di cui avrà bisogno», ha assicurato il cancelliere. La carta principale se l’è assicurata già a marzo, quando, abiurando alla fede nel rigore dei conti, ha proposto e ottenuto la riforma del tetto al debito, che esenta dal vincolo costituzionale tutta la spesa per la difesa che eccede l’1% del Pil (una soglia pari a circa 43 miliardi di euro). Una dote che a questo punto trova un limite solo nelle regole Ue, allentate proprio per permettere agli Stati membri di investire di più.
Secondo le anticipazioni, il budget della difesa supererà i 60 miliardi quest’anno, dai 52 del 2024. Per aumentare il numero di militari (ne servono almeno 100mila in più), non si tornerà però alla leva obbligatoria, sospesa nel 2011 da Angela Merkel. Invece, sarà istituito un nuovo servizio militare volontario.








