Si chiama Amie (Articulate Medical Intelligence Explorer) ed è il sistema di intelligenza artificiale progettato da Google per rispondere alle domande dei pazienti. La prima versione è stata presentata a gennaio del 2024 ma è già in fase di studio un modello aggiornato, basato su Gemini 2.0 Flash e capace di interpretare - e richiedere - non solo informazioni testuali ma anche immagini e altri documenti clinici. Nel corso di uno studio non ancora sottoposto al processo di revisione fra pari, pubblicato sulla piattaforma arXiv, quest’ultimo modello di Amie avrebbe ottenuto punteggi più alti rispetto ai medici di base per quanto riguarda l’accuratezza diagnostica e la capacità di interpretare determinati dati o immagini. Il sistema è però ancora in fase di studio e saranno necessarie ulteriori ricerche prima che possa essere eventualmente sfruttato in contesti reali.
Se la psicoterapia la fa l’intelligenza artificiale
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Prima di formulare una diagnosi, i medici hanno bisogno di raccogliere le informazioni necessarie sul paziente che hanno di fronte, rivolgendogli specifiche domande sulla sua storia clinica oppure, quando necessario, richiedendo la documentazione relativa ad accertamenti condotti in passato. Con la nuova versione di Amie, Google si ripropone di simulare proprio questo tipo di interazione. Ovviamente, siamo in un campo completamente diverso da quello del machine learning applicato in ambito clinico per affiancare i medici nell’interpretazione degli esami di imaging (per esempio le mammografie), dove già sono stati pubblicati numerosi studi.






