Un anno dopo la morte dietro le sbarre del leader dell'opposizione russa Alexei Navalny, i suoi sostenitori si preparano a ricordarlo oggi con eventi commemorativi nonostante i rischi di ritorsioni per coloro che visiteranno la sua tomba a Mosca.
Intanto, il movimento di opposizione russo - costretto all'esilio da una repressione senza precedenti - è afflitto da lotte intestine e gravemente indebolito dalla perdita del suo leader.
Esiliati in vari Paesi, i suoi esponenti di spicco hanno cercato di rilanciare la lotta contro il lungo regno del presidente Vladimir Putin anche in Russia, dove le critiche alle autorità sono severamente punite.
Navalny, il principale oppositore di Putin, è stato dichiarato "estremista" dalle autorità di Mosca, una sentenza che rimane in vigore nonostante la sua morte in una colonia penale artica il 16 febbraio 2024.
In Russia, chiunque menzioni Navalny o la sua Fondazione anticorruzione senza dichiarare che entrambi sono stati dichiarati "estremisti" è soggetto a multe o fino a quattro anni di carcere. "I sostenitori di Alexei terranno eventi commemorativi in ;;tutto il mondo", ha scritto su Telegram l'ex collaboratore di Navalny, Leonid Volkov,. "In alcuni luoghi ci saranno manifestazioni o marce, in altri verrà proiettato il documentario 'Navalny', in altri ci saranno cerimonie commemorative", ha aggiunto.





