Dal giorno dell‘invasione russa dell‘Ucraina, decine di leader occidentali, commentatori, rappresentanti della Nato, analisti di politica estera, importanti media sono stati convinti sostenitori di quella che in psicologia si definisce «profezia che si autoavvera», ossia quei meccanismi mentali che mettiamo in atto per confermare aspettative che supponiamo si realizzino. In altre parole, se crediamo che una situazione sia reale, agiremo come se lo fosse. La palese violazione del diritto internazionale da parte della Russia e la conseguente condanna dell’invasione espressa dalla maggioranza dei Paesi rappresentati all’ONU sono state la bussola che ha ispirato tutte le decisioni e giudizi successivi: sostegno finanziario e militare a Kiev senza condizioni, sanzioni economiche e isolamento della Russia, promesse di rapida integrazione dell’Ucraina nella Ue e nella Nato, censure e rimbrotti nei confronti delle poche voci critiche, inascoltate Cassandre, spesso bollate come filorusse.