La sua vita è un film molto più avvincente di quelle pellicole leggere he ha interpretato o per i quali ha scritto le musiche. Per la verità di vite Umberto Smaila ne sta vivendo parecchie. Tutte intense. Dall’esplosione negli anni ’70 con il cabaret dei Gatti di Vicolo Miracoli, alla conduzione di Colpo grosso che sdoganò una Tv pruriginosa a fine anni Ottanta. Per arrivare alle avventure imprenditoriali in locali dal Nord al Sud, isole comprese. Il tutto con il comune denominatore della musica che è sempre sullo sfondo della sua vita come quella di suo figlio Rudy.
Dall’avventura a Non stop con quel genio della televisione che era Enzo Trapani siete partiti in tanti e Carlo Verdone ha scritto nel suo libro che deve tutto a lei. Sorpreso?
"Un po’ sì ma piacevolmente. Non ho avuto più contatti frequenti con Carlo. Mi hanno chiamato in tanti per dirmi di questa sua attestazione di affetto che è stata bellissima. Ho rintracciato il suo numero e l’ho ringraziato. A cosa si riferiva? Nei camerini durante Non stop parlammo a lungo. Gli suggerii di fare il pezzo “I bambini di Dio“, quello del tormentone “un sacco bello“. Lui non era convinto, voleva iniziare con un altro monologo. Ho insistito ed ebbe un successo pazzesco. “Un sacco bello“ diventò una frase di uso comune".






