Più che un'accelerata, la Costituente del M5s è un pericolo scampato per il campo largo.

Nel senso che avrebbe potuto affossare del tutto la possibilità di una larga coalizione contro il centrodestra, ma non lo ha fatto. Questo non significa automaticamente che sia più facile. I veti e le distanze restano.

Ma ora il presidente M5s Giuseppe Conte ha il mandato per andare a trattare. I papabili alleati hanno ascoltato le sue parole tirando sospiri di sollievo. "Non siamo fatti per stare in una torre d'avorio - ha detto l'ex premier tirando le conclusioni della Costituente - Siamo disponibili a sporcaci le mani e a confrontarci. Ma ci sarà intransigenza sulla legalità e sull'etica pubblica". Poi, una citazione della segretaria Pd Elly Schlein - che si dice "testardamente unitaria" - anche se è servita più a sottolineare i distinguo che come tributo.

"Siamo testardamente orientati a cambiare la società", ha detto Conte. Gli iscritti hanno dato tre indicazioni: il M5s deve essere progressista indipendente, ma può fare alleanze, purché siano sulla base di un accordo programmatico preciso. "Siamo progressisti nella misura in cui non ci appartiene la cultura della conservazione - ha detto Conte - Non ci appartiene la cultura reazionaria.