Il concordato fiscale potrebbe avere una seconda vita.
Non una proroga ma una riapertura dei termini di altri due mesi, fino al 31 dicembre 2024. E' l'ipotesi su cui sta ragionando il governo per il 'sequel' dell'opzione che consente a lavoratori autonomi e partite Iva di congelare tasse e controlli per i prossimi due anni, aderendo al patto con il fisco.
Chiusa la prima fase il 31 ottobre, per i contribuenti potrebbe aprirsi una seconda finestra con altre scadenze e nuovi incassi. Sulla prima tranche, calcoli dei commercialisti partono da una stima del 10% di adesioni da parte dei contribuenti potenzialmente coinvolti (la platea degli aventi diritto è di 4,7 milioni).
Tra i più ottimisti c'è chi arriva a sfiorare la percentuale del 20%. Al momento non ci sono certezze su numeri e soldi. Per avere i primi dati bisognerà aspettare qualche giorno, fino a un massimo di dieci. Di certo sarà difficile raggiungere l'incasso inizialmente ventilato di 2 miliardi di euro. Intanto anche un concordato bis divide la politica. Per la maggioranza, andrebbe così avanti la campagna 'Fisco amico' voluta da Palazzo Chigi per far emergere l'evasione con l'alternativa soft degli adeguamenti spontanei. Contrarissime, invece, le opposizioni.






