Si batte domani (4 novembre, ndr) alle 9 il primo ciak sulla legge di bilancio.
A quell'ora nella sala del Mappamondo della Camera Legambiente e Wwf apriranno il ciclo di audizioni davanti alle commissioni Bilancio.
La maratona continuerà oltre le 21 con decine di associazioni (dai medici al terzo settore, dagli industriali agli artigiani compresi sindacati, docenti e associazioni dei consumatori). E così per tre giorni con enti locali, Banca d'Italia, Ufficio parlamentare di bilancio e università. Fino a giovedì con il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti a chiudere il cerchio. Ma è sullo step successivo degli emendamenti che si giocherà la vera sfida.
Partiti, sindacati e industriali sono già alla carica per cercare di strappare qualcosa in più da una manovra che, anche quest'anno, ha margini strettissimi. E chissà che dai vertici del governo non arrivi un altolà alla maggioranza sul numero di emendamenti ammessi. Circolano ipotesi di uno, al massimo due a deputato. Ufficialmente, tempo massimo per presentarli è l'11 novembre. Poi un'altra settimana per i 'segnalati', cioè la scrematura delle proposte decisive per ogni gruppo, su cui si discuterà concretamente. Di fatto, dunque, è da fine novembre che si entrerà nel vivo su un testo che dalla Camera arriverà anche quest'anno blindato nel secondo ramo del Parlamento per l'ok finale. Una partita che si incrocerà con quella del decreto fiscale, collegato, in discussione al Senato. Va letto in quest'ottica l'emendamento su cui Forza Italia sta lavorando per chiedere un concordato bis, dopo il primo scaduto il 31 ottobre.
