Nel Movimento si affilano le armi. Contiani e movimentisti studiano le mosse per blindare le loro posizioni nella querelle interna al partito. I vertici Cinque Stelle, come anticipato già dal Corriere ad agosto, hanno iniziato l’«operazione quorum». Beppe Grillo ha il potere di far ripetere le votazioni (comprese quelle della Costituente), che per essere convalidate hanno bisogno di una maggioranza assoluta degli iscritti. Ultimamente l’affluenza alle votazioni M5S viaggia tra il 15 e il 20%. Tradotto: più sono gli attivisti, più è complesso arrivare alla fatidica soglia necessaria. Ecco allora, per la prima volta nella storia del M5S, l’invio massiccio di mail ai militanti. «Dai dati in nostro possesso risulta che non hai svolto nessuna delle attività sopraelencate nell’ultimo anno», si legge nel messaggio inviato alla base. «Se non effettuerai alcuna operazione entro cinque giorni il tuo account sarà disattivato». L’idea di fondo è quella di tagliare migliaia di iscritti in tempo utile per la Costituente. Il fiato sul collo dei militanti proseguirà anche in vista delle votazioni post-Costituente: proprio per avere un’alta percentuale di votanti — novità assoluta nella storia stellata — i militanti saranno contattati per votare. L’ipotesi al vaglio è che a svolgere le chiamate sia una società esterna.
M5S, così Conte si prepara al duello sul quorum con Grillo Mail agli iscritti: clic o sei fuori
Tra i movimentisti c'è chi pensa a un ricorso sulle votazioni per statuto e leadership
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