E’ finalmente approdata al centro del dibattito pubblico la legge Calderoli dell’autonomia regionale differenziata, che intende conferire alla Regioni che ne fanno richiesta potestà legislative su materie oggi concorrenti Stato – Regioni e addirittura su 3 materie di esclusiva potestà dello Stato. Ma c’è in discussione in Parlamento un’altra proposta di legge costituzionale che si propone di attribuire poteri speciali a Roma, conferendole potestà legislativa per 19 materie su 20 di quelle attualmente concorrenti Stato-Regioni e sulle materie residuali di competenza delle Regioni, finora rimasta fuori dai radar.

Sicuramente lo status di Roma non può essere lo stesso di un qualsiasi Comune italiano: da sempre si va ricordando che è la capitale europea con la maggior estensione territoriale, 1290 chilometri quadrati (5.500 chilometri quadrati considerando la superficie della città metropolitana, l’ex provincia), con una popolazione comunale di oltre 2.800.000 abitanti, che arrivano a cinque milioni con i “city users” quotidiani.

E soprattutto Roma assomma le funzioni di capitale dello Stato italiano e della Città del Vaticano, e quindi sede istituzionale, di rappresentanze diplomatiche, di grandi organizzazioni internazionali, ecc. ecc. ecc.