Come è a tutti noto, le elezioni legislative francesi si sono risolte con la vittoria netta del Fronte popolare e con la clamorosa sconfitta della destra di Le Pen. In questa occasione, i Francesi hanno dimostrato, con il loro senso di solidarietà nazionale, di essere capaci di saper cambiare opinione nel breve spazio tra un turno elettorale e l’altro, consapevoli di non poter restare inerti di fronte al pericolo imminente dell’affermazione di quell’estremismo politico che nega in pieno il fondamentale principio della “eguaglianza economica e sociale”. Con tale lodevole azione, essi hanno inoltre dimostrato che la convivenza civile, e cioè la “democrazia”, è l’unico strumento per combattere “l’egoismo” che assicura benessere e ricchezza solo a una parte del popolo, come già la mattina aveva annunciato Papa Francesco, nel concludere la “Settimana sociale dei cattolici” a Trieste.
La vera democrazia riguarda tutti; riguarda l’attuazione della tendenziale eguaglianza economica e sociale di tutti i cittadini. E non può sottacersi che appena qualche giorno prima, in Inghilterra, proprio per queste ragioni , c’è stato un totale capovolgimento politico con la stragrande vittoria dei laburisti sui conservatori. L’equilibrio economico e sociale è una esigenza naturale e, lo si ricordi, è una legge fisica l’affermazione che ad ogni azione corrisponde una reazione eguale e contraria. Una esigenza che si oppone all’ottusa teoria del neoliberismo, seguito dai nostri governanti e, purtroppo, dalla stessa Unione Europea, secondo la quale: la ricchezza deve essere in mano di pochi, tra questi deve esserci una forte concorrenza (della quale è stato ferreo sostenitore Mario Draghi) e lo Stato non deve intervenire nell’economia.









