La Francia ha detto no all’estremismo della Le Pen, il fronte repubblicano e antifascista ha vinto, l’estrema destra reazionaria del Rassemblement National ridimensionata, rispetto alle roboanti previsioni e agli ancor più favorevoli sondaggi, per non parlare della martellante propaganda mediatica (anche in Italia troppi hanno tifato Le Pen…). Il Rassemblement spadroneggiava con tracotanza, giacché si vedeva già dentro le stanze del potere, ma è rimasto in una sala d’eterna attesa, ancora una volta niente chiavi di Palazzo Borbone, quelle toccheranno ad altri. A chi non si sa. Troppo presto. E troppi inghippi da risolvere. Si voleva “chiarificare” la situazione, la situazione è più complicata di prima. Perché mettere d’accordo sinistre e macronisti è come mettere d’accordo interisti e milanisti.

Da ore, le agenzie francesi battono “brevi” in cui i vari leader e capi di partiti e partitini mettono in guardia (chi? Loro stessi?) dai rischi del caos e dalla crisi inevitabile se verranno a mancare i necessari accordi. Per non parlare di una parola tirata in ballo immediatamente dopo la chiusura delle urne, a cominciare dal sornione e volpino ex presidente, il socialista François Hollande, neoeletto nella sua Tulle (Corrèze): “Responsabilità”. Anzi: “Responsabilità repubblicana”, ammettendo che il risultato “imprevisto” delle elezioni hanno rimescolato le carte e che la cosa certa è che gli elettori hanno scartato l’opzione della destra lepenista”. Problemi complicati che non si possono risolvere con soluzioni semplici…