Chi si sognerebbe mai di abbattere ben 2.500 alberi? Chi lo farebbe dopo l’approvazione della legge europea sul ripristino della natura? Chi lo farebbe alla luce degli impegni presi per il contrasto alla crisi climatica? E soprattutto, chi lo farebbe per edificare una base militare?
Venti milioni di euro, “al fine di fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione”, per l’inizio dei lavori volti alla realizzazione dell’insediamento militare diffuso nell’area dell’ex Cisam e a Pontedera, classificata come opera strategica per la difesa nazionale. Un finanziamento inserito nelle pieghe del DL n. 89/2024 (“Infrastrutture”), che passerà sopra le teste delle comunità locali di Pisa e provincia. Sul decreto, Alleanza Verdi Sinistra ha presentato un emendamento soppressivo.
Base militare a Pisa, in migliaia al corteo contro il progetto: “Opera devastante, governo ritiri il decreto. Serve economia di pace, non di guerra”
Il progetto della nuova base militare dei carabinieri in provincia di Pisa è a tutti gli effetti una devastazione ambientale, che a quanto pare costerà in totale 520 milioni di euro, di cui 120 per la bonifica dell’ex reattore nucleare. Senza considerare questi ultimi, già previsti e dovuti da oltre vent’anni (come ribadito in una recente relazione della Corte dei Conti), e in parte sottratti al Fondo di Sviluppo e Coesione, per i restanti 400 milioni di euro non è ancora chiara la copertura finanziaria. Ciò che appare chiaro, invece, è che quasi un quarantesimo di una legge finanziaria sarà destinato all’economia di guerra.






