Ecco la mia testimonianza, Vostro Onore. Ormai ha sessant’anni eppure continua a perseguitarmi. Altro che stalking. Non ho mai chiamato la polizia perché in fondo, se serve, sono anche capace di evitarla. Ammesso che io voglia. Ecco, voglia è la parola giusta. Perché fra me e lei non c’è mai stato niente di impegnativo. Giusto qualche merenda occasionale, ma non per questo possiamo definirci compagni di merende.

Nessuna frequentazione continuativa con la Signora Nutella, no. Siamo a due isolati di distanza e quando ci incontriamo al supermercato al massimo buongiorno e buonasera. Per carità. È lei che mi segue e, quando meno me l’aspetto, scopro che qualcuno, forse mosso a pietà, me l’ha fatta entrare in casa. Ma certamente non io! Nessuna dipendenza, lo giuro.

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Dirò di più: io sono a favore della sua liberalizzazione, come ha sostenuto Riccardo Cassini in un trattato che spiega quanto sia inutile e antipedagogico nascondere la Nutella perfino ai bambini: “De Inutilitate Nascondimenti Barattolorum Nutellae Ab Illusibus Mammibus”. È così che nascono le dipendenze! E non dimentichiamo il monito con cui si conclude il classico latino: