Per amara ironia, la moneta che celebra il 250º anniversario della Dichiarazione d’indipendenza non riporta il volto di coloro che fondarono gli Stati Uniti, ma di colui che li sta portando al disastro. Ormai quella del tycoon è auto-satira: monete, targhe, banner, gadget con il suo nome (compreso lo Stretto di Hormuz). Un merchandising che sa più di sagra paesana che di totalitarismo in formazione