Ricercatori hanno studiato a fondo le onde cerebrali e i meccanismi di una sostanza, che regola sonno e veglia e anche l’appetito. Più «orexina» ha effetti negativi sulla salute del cervello, ma le onde associate alla conservazione della memoria possono contrastarla. Lo studio apre la strada a nuovi modi per intervenire sul sonno e rallentare la malattia