Ricorrere ad artifici anti-politici, come candidare il diciottenne o il partigiano, o farsi imporre nomi, sarebbe una soluzione più fragile di quanto si teme sarebbero le primarie. Se il dibattito attuale è inutile, dannoso, subalterno, e anche disperante, bisogna creare un fatto democratico per restituire la voce all’Italia che non vuole morire meloniana