Tra il fine settimana che ci sta davanti e quello successivo che chiuderà di fatto la stagione delle ferie, milioni di italiani e di altri europei lasceranno le località di vacanza – spesso lentamente per le lunghe code sulle autostrade e i ritardi dei voli e dei treni – e ritorneranno ai loro luoghi di lavoro e di studio. Che cosa troveranno? Un orizzonte tranquillo oppure prospettive sempre più incerte, inflazione in salita e magari un appesantito clima di guerra, da non escludere dopo le minacce iraniane di colpire le basi americane nell’aerea del Mediterraneo? Per prima cosa troveranno le “stanze del potere”, a cominciare dai parlamenti, in buona parte ancora chiuse. Tra i primi a riprendere l’attività normale saranno gli uffici della Commissione e del Parlamento europeo, anche perché le loro ferie, talvolta chiamate “recessi”, sono spesso cominciate prima di quelle dei parlamenti nazionali. Per il 9-10 settembre pressoché tutti i “ritardatari” saranno, o dovrebbero essere, ai loro posti di lavoro. A Roma il Senato dovrà dare il parere finale alla nuova legge elettorale, il che richiede la presenza del numero legale dei senatori. La Camera, dal canto suo, affronterà il problema della “governance” della Rai, appesantito dalla questione Report - di indubbia rilevanza politica - e le prime fasi della lunga procedura che dovrà portare all’approvazione della Legge di Bilancio.