Il 90% delle entrate di Bagdad dipende dagli idrocarburi e con la crisi dello Stretto la banca centrale è stata costretta a iniettare liquidità. Il pericolo inflazione porta instabilità, proprio nel momento in cui il premier al-Zaidi cerca di inquadrare le forze di mobilitazione popolare spesso eterodirette dall’esterno. La diplomazia Ue dovrebbe aiutare la transizione