Un lettore scrive«Vorrei segnalare una "simpatica" contraddizione in tema di "salute e prevenzione". I media insistono molto sulla prevenzione, come pure lo Stato attraverso campagne di sensibilizzazione e informazione; fin qui, tutto bene (e condivisibile). Poi, uno si convince a farla, e ci prova. In Piemonte, attese di 14/18 mesi per una visita, o un esame. Non solo, il medico curante si rifiuta di prescrivere esami se non voluti da specialisti. E qui si chiude il cerchio, perché lo specialista lo si incontrerà, come scritto, tra un paio di anni. Di più: avendo atteso i miei canonici anni, incontro il luminare, che alla mia richiesta di fare regolarmente esami, mi rivela, testuale, che la troppa prevenzione è dannosa. Certo, tutto sta nel decifrare quel "troppa". Troppa vuol dire ogni anno. Quindi, se volete fare prevenzione, ascoltate la sanità pubblica che la consiglia, e andate a pagamento dai privati. Era semplice da capire, io ci ho messo un po' perché sono vecchio».F. A. Un lettore scrive«Noto che molte panchine nuove e lampioni appena ridipinti in occasione della ristrutturazione del Valentino sono già oggetto di imbrattamenti. Occorre una manutenzione regolare».Andrea Nejrotti * Tutte le lettere di Specchio dei tempi Un lettore scrive«Da luglio con i treni storici e da settembre definitivamente, la tratta montana della linea riapre, diventando del tutto operativa. Purtroppo però è una buona notizia soltanto a metà, in quanto è previsto il trasbordo a Germagnano, con conseguente disagio per i viaggiatori diretti verso le località di pianura e il capoluogo subalpino. In merito vien da chiedersi: perché non far proseguire il materiale rotabile leggero impiegato sul tratto montano fino a Torino, evitando così spiacevoli cambi e riducendo i tempi previsti per le coincidenze, come accadeva già 110 anni fa ai tempi dell'inaugurazione della linea?».Roberto Biscant Il direttore generale dell'Asl Torino scrive«In riferimento alla lettera apparsa sulla rubrica Specchio dei tempi del 6 agosto, si rende opportuno precisare quanto segue: il nuovo ospedale della Pellerina sarà dotato di 768 posti destinati ad auto, motocicli e biciclette, tutti collocati all'interno della struttura ospedaliera o nell'area a raso prevista nella ex area giostrai. Tale soluzione progettuale consente di garantire un'adeguata disponibilità di parcheggi senza alcuna riduzione delle aree verdi esistenti che saranno integralmente preservate. Va inoltre evidenziato che, allo stato attuale, chi accede all'ospedale Maria Vittoria è costretto a contendersi i pochi posti disponibili lungo il controviale di corso Tassoni o in via Cibrario con i residenti della zona».Carlo Picco * * DONA IL TUO 5XMILLE - C.F. 97507260012specchiotempi@lastampa.itwww.specchiodeitempi.orgInfo: 011.6568376