Sui mercati finanziari ci troviamo di fronte a uno scenario di grande incertezza, contestuale con il caos geopolitico di questi mesi. La scorsa settimana il riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente ha determinato un nuovo incremento delle quotazioni del petrolio, con il Brent (il greggio del Nord Europa) schizzato fino a dei massimi oltre 100 dollari al barile, per poi frenare nel week end, grazie ai venti di tregua fra USA e Iran. C'è però un altro tema chiave che incombe sulle borse: il repricing (riprezzamento) dei titoli azionari legati al mondo dell’intelligenza artificiale e semiconduttori. L’intero comparto negli ultimi mesi si è apprezzato notevolmente, con performance spesso in tripla cifra (basti pensare a Micron, che negli ultimi 12 mesi è cresciuta del 700%). Alla base di tutto ciò le aspettative per una crescita duratura ed investimenti ancora in aumento anche nei prossimi anni. Ora, però, i mercati si interrogano sulla sostenibilità di questo rally anche considerando le voci circolanti relative ai modelli di intelligenza artificiale cinesi con costi più bassi rispetto a quelli di Open AI e Anthropic anche del 90-95%. Numeri che stravolgerebbero le previsioni di crescita per il settore, che si basano su una domanda in forte incremento per anni, anche considerando gli investimenti miliardari effettuati nel comparto da tutti i grandi nomi di Wall Street.

Aumentano i dubbi sui rendimenti degli investimenti miliardari nell’intelligenza artificiale. Titoli di Stato su in scia al calo del petrolio

Sui mercati finanziari ci troviamo di fronte a uno scenario di grande incertezza, contestuale con il caos geopolitico di questi mesi. La scorsa settimana il riacutizzarsi delle…