Chissà quanto sarà costata, nel suo ambiente, al governatore dell’Emilia Romagna De Pascale, l’intervista a Repubblica in cui, solitario, a ridosso del caso Roggero, ha posto alla sinistra il problema di una linea chiara sulla sicurezza. E ha parlato del gioielliere condannato per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo in termini di “vittima”, pur criticando l’escalation del centrodestra sulla vicenda e la gara tra Salvini e Vannacci a proporlo come candidato alle prossime elezioni. Obiettivo impossibile visto la condanna per duplice omicidio. Che esista un forte divario tra le posizioni ufficiali del centrosinistra e quelle degli amministratori che misurano sul territorio le reazioni della gente in materia di sicurezza o alle prese con l’escalation dell’immigrazione clandestina, si sapeva. Ma De Pascale, presidente della regione storicamente amministrata dal Pci e poi dal Pd, per porre la questione ha scelto uno dei casi più controversi, cavalcato in questi giorni dalla destra con esiti inaccettabili e al prezzo di uno scontro tra il ministro di Giustizia e il Capo dello Stato. Lo ha fatto probabilmente perché ritiene che alla vigilia della scrittura del programma della coalizione che si accinge a sfidare l’alleanza di governo, non si debbano più rinviare le questioni che la sinistra per decenni ha preferito eludere e anzi i leader del centrosinistra debbano trovare il modo approfondire anche i temi più complicati. Trent’anni fa toccò ai laburisti di Tony Blair, poi risultato vincente per tre volte consecutive alle elezioni nel Regno Unito e primo ministro per dieci anni, cimentarsi con un terribile caso di cronaca - l’assassinio di un minorenne e lo sfregio del cadavere da parte di suoi coetanei - e approfittare dell’occasione per rivedere la tradizionale linea di sinistra volta a rimuovere “le cause sociali” che spingevano anche i giovani a delinquere. Blair disse che bisognava essere «severi con le cause del crimine, ma anche con il crimine». Ed è ciò che con altre parole, cadute peraltro nel silenzio della sinistra, il governatore dell’Emilia Romagna ha posto ai suoi come tema di riflessione. Vediamo dove porteranno e se produrranno qualcosa, in uno schieramento che al momento ha ben altre divisioni e deve ancora scegliere il/la leader che lo guiderà.

La capogruppo Braga: una vicenda giudiziaria compiuta in tre gradi trasformata in competizione di propaganda

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