L’emendamento sulle preferenze proposto dalla maggioranza trasforma i leader dei partiti in intoccabili. Il loro compito non è sporcarsi le mani con la gara degli sherpa, ma quello di guidare alla vittoria tutta la squadra. Ma come, il monarca assoluto che dà persino il suo nome alla lista, non può essere votato dai cittadini? E che capo sarà mai uno che teme di misurarsi con il numero due, tre eccetera della sua lista?