Il gruppo Volkswagen ha raddoppiato la stima sul numero di posti di lavoro che intende eliminare nei prossimi anni per far fronte alla grave crisi aziendale che affronta da tempo. Lunedì l’amministratore delegato Oliver Blume ha detto che saranno fino a 100mila, su un totale di circa 660mila dipendenti, e non 50mila come pronosticato a marzo, quando aveva indicato come scadenza dei licenziamenti il 2030.

Volkswagen potrebbe raddoppiare i tagli lavoro a 100.000 per affrontare crisi di redditività e concorrenza nel settore dei veicoli elettrici.

Il gruppo Volkswagen potrebbe eliminare altri 50 mila ulteriori posti di lavoro nel mondo entro il 2030, oltre ai 50 mila esuberi già previsti

Già nel 2024 la casa automobilistica aveva annunciato l’intenzione di tagliare circa 50mila posti di lavoro in Germania entro il 2030, coinvolgendo i marchi VW, Audi e Porsche

Secondo quanto riportato dai media tedeschi Volkswagen sarebbe pronta ad effettuare 50mila licenziamenti in tutto il mondo.

Roma, 13 lug.(Adnkronos/Dpa) - Il Ceo di Volkswagen, Oliver Blume, ha avvertito che potrebbero essere necessari fino a 50.000 tagli di posti di lavoro...

I licenziamenti motivati con i costi del gruppo che superano ancora del 20% la media dei concorrenti. L'entità esatta dell'intervento sulla forz…

Il ceo di Volkswagen Oliver Blume ha quatificato i tagli: a rischio 50mila posti di lavoro nel mondo. Ecco cosa ha detto

Il trend preoccupante è confermato dai numeri: da aprile a giugno le vendite del gruppo sono diminuite a 2,09 milioni di veicoli

Il consiglio di sorveglianza di Volkswagen respinge i tagli dei posti di lavoro di Blume. Restano riduzione dei modelli e calo della produzione

Il gruppo Volkswagen ha raddoppiato la stima sul numero di posti di lavoro che intende eliminare nei prossimi anni per far fronte alla grave crisi aziendale che affronta da tempo.…

Volkswagen valuta fino a 100.000 tagli nel mondo. L'ad Blume: servono nuove misure per ridurre i costi e affrontare la concorrenza cinese.

Volkswagen valuta ulteriori tagli al personale fino al 2030. Ecco perché il gruppo parla di altri 50.000 esuberi e quali stabilimenti potrebbero essere coinvolti