Chi nel mondo laico rimane ammirato dall’operazione dell’enciclica dovrebbe fare due cose: leggerla e guardarsi in casa. Dopo averla letta scoprirebbe che molti dei contenuti sono, da un lato, le solite posizioni cattoliche su limiti dell’umano, solidarietà e sussidiarietà, dall’altro tesi molto comuni, quasi di buon senso. E, dopo averne appurato la non-eccezionalità, forse dovrebbe esigere che i propri referenti politici e culturali facciano il minimo sforzo di sviluppare una propria riflessione equivalente