di TMNewsvenerdì 19 giugno 20261' di letturaLos Angeles, 18 gig. (askanews) - Come si è percepito anche in una fiera come Art Basel, l'arte digitale sta tornando a guadagnare rilevanza sulla scena internazionale con grande vivacità. E da Los Angeles arriva la notizia dell'apertura di DATALAND, Museum of AI Arts, co-fondato da Refik Anadol, pioniere e star delle creazioni artistiche tratte l'intelligenza artificiale. La mostra che inaugura il museo è intitolata "Machine Dreams: Rainforest" e accoglie i visitatori in quello che si definisce "il primo museo di tutti i sensi al mondo", un'istituzione culturale che vuole essere viva e che ragiona sull'arte come continua evoluzione, tra dati, intelligenza delle macchine, architettura e presenza umana."Per molti anni - ha detto Anadol - abbiamo sognato un luogo nel quale pubblico e opere d'arte potessero fondersi completamente, un laboratorio dell'immaginazione per esplorare nuove forme di creatività". E, nella visione dei suoi fondatori, DATALAND vorrebbe essere proprio questo. Grandi spazi e opere che generano la stessa presenza dello spettatore, rimandi continui e un senso di processo che ricorda alcune delle pratiche più radicali del contemporaneo. Per provare a dare una scossa diversa al Sistema dell'arte, non solo speculativa, come era accaduto negli anni scorsi con il boom di una certa idea di arte digitale. Quando c'è di mezzo Anadol il discorso è sempre più vasto.

Rafik Anadol Studio opens Dataland, the first museum of AI arts, powered by Google Cloud and supported by Google Arts & Culture.

DATALAND, per raccontare un’arte in continua evoluzione

Google ha alzato il sipario su Dataland, il primo museo al mondo interamente dedicato all'arte generata dall'intelligenza artificiale, aprendo un nuovo fronte nel dibattito tra…

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