L’evento si è imposto come un laboratorio culturale a cielo aperto che trasforma l’area archeologica di Agrigento in uno spazio ibrido di incontro tra musica, performance e paesaggio. Lontano dalle formule standard e dalle lineup prevedibili, continua a costruire un’esperienza fondata sulla scoperta, sul dialogo e sul legame con il territorio. Ne abbiamo parlato con il fondatore Fausto Savatteri