Per anni avrebbe vissuto tra paura e silenzi, trovando solo con il tempo la forza di raccontare quanto accadeva tra le mura domestiche. È il quadro emerso in tribunale nel processo che vede imputato un uomo di origine indiana, appartenente alla comunità Sikh, accusato di maltrattamenti nei confronti dell’ex moglie. La vicenda riguarda una famiglia che viveva con i figli in un comune della pianura tra il Saluzzese e il Cuneese. In aula sono stati ascoltati diversi testimoni. La deposizione di una connazionale Fra le deposizioni più significative, quella di una connazionale della coppia. Ha riferito di aver notato in più occasioni lividi e segni sul corpo della presunta vittima. Secondo la testimone, l’uomo avrebbe manifestato una concezione fortemente autoritaria del rapporto di coppia. «Diceva che la donna deve stare sotto i piedi dell’uomo», ha riferito davanti ai giudici. Ha inoltre ricordato il racconto di un episodio in cui la donna, troppo stanca per avere rapporti sessuali, sarebbe stata insultata e picchiata dal marito. L’imputato respinge ogni accusa di violenza L’imputato respinge però ogni accusa di violenza. Durante l’udienza ha ammesso che tra i motivi della crisi matrimoniale vi fossero difficoltà nella vita intima della coppia, ma ha negato di avere mai aggredito la moglie. «Volevo rapporti sessuali. Con chi dovevo averli se non con mia moglie?», ha dichiarato. A confermare le difficoltà vissute dalla donna è stata un’assistente sociale, che l’aveva seguita durante alcuni colloqui. La professionista ha spiegato come inizialmente la signora faticasse a parlare apertamente dei presunti maltrattamenti. Con il passare del tempo avrebbe però raccontato di essere stata picchiata dal marito e che anche i figli sarebbero stati vittime di violenze. «Lo accennava più volte, ma aveva difficoltà ad approfondire», ha riferito. Un viaggio in India nel 2021 Secondo quanto raccolto nei colloqui, gli episodi sarebbero iniziati già prima dell’arrivo in Italia e avrebbero avuto una frequenza quasi quotidiana. Fra i momenti che avrebbero segnato in modo decisivo la rottura del rapporto c’è un viaggio in India avvenuto nel 2021. La donna era partita con il figlio più piccolo per partecipare al matrimonio del fratello. Le restrizioni legate alla pandemia avrebbero ritardato il rientro, provocando tensioni col marito. Ha raccontato di essere stata aggredita da un cognato e di essersi vista sottrarre i documenti dai familiari del coniuge. Per tornare in Italia avrebbe dovuto denunciare lo smarrimento del passaporto e ottenere nuovi documenti. Una versione contestata dall’ex marito, secondo il quale i documenti sarebbero stati semplicemente persi o rubati durante la cerimonia. L’imputato ha infine respinto le contestazioni relative ai rapporti con i figli. Ha dichiarato di partecipare regolarmente agli incontri protetti organizzati dai servizi sociali e di portare sempre regali e cibo ai bambini.

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