WARPTECHNEWS · LAB
HomeAIBusinessTechArchive
WARPTECH LAB NEWS

Warptech Lab News aggrega le notizie più rilevanti da oltre 700 fonti internazionali, con classificazione AI, TL;DR sintetici e timeline cluster su singole storie.

Navigazione

  • Home
  • Archivio
  • Editor's Brief
  • Cerca
  • Il tuo account
  • Newsletter tech/AI

Informazioni legali

  • Privacy Policy
  • Termini di servizio
  • Cookie Policy

© 2026 Sparktech S.R.L. — Tutti i diritti riservati. Sito gestito e manutenuto da Sparktech S.R.L.

Sede legale: Corso Libertà 55, 13100 Vercelli (VC), Italia · P.IVA / C.F. 02835910023 · Contatti: admin@warptechlab.com

Home
Storia in 1 fonti

Quali trame per Giuli

Gentile ministro Giuli, il più bel festival musicale italiano, e forse europeo, si sta svolgendo in questi giorni a Mantova. Si chiama “Trame sonore”, esiste da quattordici anni, presenta quest’anno 160 eventi in cinque giorni con circa trecento artisti in 32 sedi, tutti posti notoriamente brutti tipo il Palazzo Ducale, il teatro Bibbiena, Santa Maria della Vittoria, Palazzo Te. L’anno scorso, ci furono circa 50 mila presenze, e anche quest’anno Mantova è piena di gente allegra, appassionata e, credo, felice. Il festival ha alcuni aspetti straordinari. I concerti durano al massimo mezz’ora e l’unico dress code è che non ce n’è alcuno. È uno dei rari posti dove la musica “colta” non dà l’impressione di respingere, ma di abbracciare tutti, anche quelli cui fa paura perché temono di non esserne all’altezza. E infatti, non dovrebbe essere una notizia ma purtroppo lo è, i concerti sono affollati anche da under 100. Di più: chi viene alle “Trame” diventa il direttore artistico di sé stesso, è lui stesso a decidere il suo percorso, a seconda di interessi, estri, curiosità, perfino capricci. Ieri c’erano 38 concerti e personalmente ho saltabeccato da un folle Bach per percussioni alle Sette romanze su poesie di Block di Sostakovic, dallo Schwanengesang di Schubert alla K364 di Mozart, dai madrigali di Luzzasco Luzzaschi ai Sette sonetti di Michelangelo di Britten, un ottovolante di emozioni e commozioni. E poi intorno c’è Mantova, una di quelle nostre piccole città che sono state le capitali culturali del mondo, in un turbine di scoperte e incontri e agnizioni, palagi gonzagheschi meravigliosi, biciclette e violini, architetture di Leon Battista Alberti e ritratti di Rubens, angeli del Mantegna e agnoli in brodo, l’organo di Santa Barbara su cui suonava Monteverdi e i concerti a mezzanotte nella rotonda romanica di San Lorenzo, insomma la grande civiltà italiana. È un momento d’incontro unico fra artisti, appassionati, addetti ai lavori, la musica come comunità, polis, Patria spirituale. Ribaltando la solita prospettiva rinunciataria: la musica “colta” non è un linguaggio residuale, ma assolutamente attuale, necessario, indispensabile, perfino urgente. “Trame sonore” è un miracolo che si replica tutti gli anni non si sa bene come, sarà merito del Preziosissimo Sangue sotto la cupola di Juvarra in Sant’Andrea. Gli artisti, anche i grandi e grandissimi, vengono gratis, per amicizia o per affetto, spesati solo il vitto, viaggio e alloggio. Tutto il Festival è gestito da una squadra di sette-persone-sette, più una trentina di collaboratori e dei volontari giovani ed efficienti. Costa, in tutto, 500 mila euro, pochissimo. Lo Stato dà 47.276 euro, il Comune 60 mila e la Regione Lombardia ben 2.500. Il resto sono sponsor e mecenati vari, più un 18 per cento di botteghino. Il problema è che il miracolo non può diventare la regola. Il festival è arrivato al limite, ha bisogno di aiuto per crescere, fare un ulteriore salto di qualità, potersi permettere una squadra che ci lavori tutto l’anno e magari iniziare a pagare, poco ma pagare, i suoi artisti, almeno quelli più giovani e meno celebri perché, come spiega il vulcanico direttore artistico Carlo Fabiano, “la musica non è un hobby, ma un lavoro”. Insomma, il festival ha bisogno di una mano. Per carità, i finanziamenti sono quelli previsti, secondo i regolamenti, gli algoritmi, l’articolo 6 e il comma 4. Ma questo impegno, questa dedizione, questa passione matta e disperatissima, quest’utopia per una volta realizzata meritano di più. Meritano una politica che li riconosca e che trovi gli strumenti per farlo. Meritano, signor ministro, l’aiuto di tutti quelli che pensano che la cultura stia ancora nell’incontro del Bello e del Buono: anche il suo.

Raccontata dalastampa.it

Timeline cronologica

  1. lunedì 1 giugno 2026·lastampa.it

    Quali trame per Giuli

    Gentile ministro Giuli, il più bel festival musicale italiano, e forse europeo, si sta svolgendo in questi giorni a Mantova. Si chiama “Trame sonore”, esiste da quattordici anni,…