(Cultura) C’è una domanda che continua a tornare, ogni volta che il nostro presente sembra precipitare dentro nuove crisi: cosa direbbe oggi Zygmunt Bauman? Che diagnosi darebbe di un mondo attraversato contemporaneamente da guerre, riarmo, crisi climatica, rivoluzione digitale, precarizzazione del lavoro e ritorno dei nazionalismi? La risposta, naturalmente, non possiamo conoscerla. Eppure pochi sociologi contemporanei