Gli effetti della guerra si vedono soprattutto se si prende in considerazione l’aumento da un mese all’altro, cioè da febbraio a marzo, quello che Istat definisce aumento congiunturale e che serve a vedere le variazioni estemporanee dei prezzi. L’Istat dice che a essere rincarati di più sono proprio i prodotti energetici, come per esempio i carburanti: i prodotti energetici regolamentati sono rincarati dell’8,9 per cento e quelli non regolamentati del 4,6. Il costo dei trasporti è aumentato da un mese all’altro del 2,6 per cento, mentre a febbraio i prezzi non erano variati. Un rincaro molto sopra la media si osserva sui prodotti dell’abbigliamento e le calzature, i cui prezzi sono aumentati del 19,1 per cento.

Assoutenti: “La guerra in Medio Oriente ha ulteriormente peggiorato la situazione. I costi del carburante sono aumentati dell’87 per cento in due settimane”

La guerra in Iran fa impennare i costi energetici e spinge l'inflazione italiana a +1,7% e il carrello della spesa a +2,2%