Le società coinvolte sono Sephora Italia, Benefit Cosmetics e LVMH Perfumes & Cosmetics Italia, tutte di proprietà di LVMH, multinazionale del lusso guidata dall’imprenditore francese Bernard Arnault. Secondo l’Antitrust non avrebbero indicato in modo corretto che i cosmetici venduti non erano destinati a persone minori e, anzi, ne avrebbero favorito l’acquisto attraverso diverse strategie di marketing mirato: coinvolgendo per esempio influencer molto giovani oppure non dando rilevanza ad avvertenze e precauzioni su cosmetici non destinati né testati su minori.