La Chiesa può fare ancora ricorso alla Corte Suprema giapponese, ma l’ordine del tribunale d’appello ha effetto immediato: di conseguenza la Chiesa ha perso lo status di organizzazione religiosa e i vantaggi fiscali che ne derivano, ed è obbligata a vendere i suoi beni, per quanto possa continuare a operare. Il tribunale ha motivato la sua decisione dicendo di non poter ignorare i gravi danni che l’organizzazione ha causato a varie persone e la possibilità che altre vengano danneggiate.