Quello dell’archeologo è tradizionalmente un lavoro piuttosto lento, che richiede tempo, risorse e pazienza. Può capitare che una persona dedichi la propria intera carriera a un periodo storico estremamente specifico, e muoia senza aver fatto alcun particolare progresso; o che passi anni a scavare e classificare manualmente dei frammenti di ceramica estratti da un unico sito. Per cercare di rispondere a domande finora senza risposta e velocizzare quanto possibile il proprio lavoro, da qualche anno un numero crescente di archeologi ha cominciato a esplorare le potenzialità delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.