Rifugiato, aveva già compiuto diverse rapine e terrorizzava Porta Venezia. Le persone erano costrette a cambiare strada.Lo chiamano «il calciatore» perché, per riempire le sue giornate, si apposta agli incroci di Porta Venezia, a Milano, e lì inizia a palleggiare con ciò che gli capita a tiro: latti...