NEW YORK – Quanti sono i giorni fertili di una pallina da ping pong “made in America”? Noi, presenti alla proiezione a sorpresa di Marty Supreme al New York Film Festival, abbiamo la risposta in tasca. Ma per chi non era in mezzo alla standing ovation che la notte scorsa ha salutato il film A24 di Josh Safdie come un “sicuro candidato all’Oscar”, l’attesa è fissata per il giorno di Natale. Riavvolgiamo il nastro: lo scorso venerdì il New York Film Festival annuncia una proiezione segreta, lasciando stampa e addetti ai lavori con l’acquolina in bocca. “Non sarà mica il nuovo film di Timothée Chalamet, un’epopea di quasi tre ore su un prodigio del ping pong?” scrive una collega giapponese. “Non prendere impegni per lo screening delle 20.30 di lunedì” esorta un insider con un biglietto extra. L’evento fa il tutto esaurito in meno di venti minuti, le ultime email di conferma arrivano a un’ora dal gong.

Timothée Chalamet surprised New York Film Festival with the premiere of \

NEW YORK – Quanti sono i giorni fertili di una pallina da ping pong “made in America”? Noi, presenti alla proiezione a sorpresa di Marty Supreme al New York Film Festival, abbiamo…