Ieri, per un errore, ho scritto una battuta sul giallo di Garlasco confondendo Alberto Stasi con Andrea Sempio. Come un qualunque Pm a Pavia, insomma. *** Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto a Porta a Porta, parlando della Flotilla accerchiata da Israele in acque internazionali, che il diritto internazionale vale fino a un certo punto. Va però detto che anche il diritto internazionale pensa che Tajani valga fino a un certo punto. Ma pure meno. Giorgia Meloni non vuole che sia lo Stato a pagare il volo di rientro in Italia dei nostri connazionali reduci dalla spedizione della Sumud Flotilla. Giusto: prima stuprino qualche bambino, ammazzino un tizio a pugni per strada, torturino qualche tapino. O almeno prendano la cittadinanza libica. *** Ieri, nel volgere di poche ore, Vladimir Putin ha dichiarato di essere già in guerra con la Nato e che comunque è da escludersi che colpirà l’Europa. Se continua a contraddirsi dentro la stessa frase, potrebbe tranquillamente installarsi alla Farnesina senza che alcuno se ne accorga. Il segretario Nato Rutte, già capo dei frugali in funzione anti-Italia, ha detto che la Russia potrebbe presto colpire Roma. Probabilmente per chiarire in premessa che non avremmo un centesimo olandese per ricostruirla. *** Giorgia Meloni ha accusato gli scioperanti di oggi di voler fare la settimana corta. Prima almeno si facessero eleggere (meglio: nominare). Il Garante ha comunque stabilito che lo sciopero generale di oggi è illegittimo. Dimostrando apertamente chi garantisce. *** Annalisa Chirico possibile candidata della Lega in Puglia. Stavano finendo i posti a Radio1. *** L’artista Gabriele Picco ha depositato il marchio di occhiali “occhi spaccanti” ispirato alle celebri intercettazioni di Raoul Bova. Peccato non ci abbia pensato in passato per quelle di Berlusconi: una bella montatura con la scritta “la fi*a deve girare” avrebbe certamente sbancato.