Non è stata una stagione semplice per la Juventus. Ma nonostante tutto i conti cominciano a tornare, ieri il cda ha infatti approvato il progetto di bilancio al 30 giugno. Rispetto all’esercizio precedente aumentano i ricavi (529 milioni, +34%) e la perdita è passata da 199,2 milioni a 58,1 milioni (già nel range del break-even operativo al netto di oneri non ricorrenti, imposte e interessi pesano per 25-28 milioni). Un risultato condizionato da costi non ricorrenti che hanno portato all’aggiornamento del piano strategico: il punto di pareggio è ora previsto al termine della stagione 2026-27, con un ulteriore miglioramento della situazione da definire nell’esercizio in corso, che in Juventus ci si aspetta di chiudere con una nuova riduzione delle perdite. Quali sono stati i principali costi non ricorrenti che hanno inciso? Intanto un accantonamento da circa 17 milioni necessario dopo la rottura con Thiago Motta, Cristiano Giuntoli e i loro staff. Ha poi influito un cammino in Champions inferiore alle aspettative, il mancato accesso agli ottavi pesa per circa 15 milioni. Senza dimenticare il prolungato periodo senza main sponsor e tutta una serie di infortuni che hanno portato a un mercato di gennaio particolarmente oneroso e non previsto a inizio stagione. In vista dell’assemblea del 7 novembre (in cui verrà votata la nuova composizione del cda, a metà ottobre la presentazione delle liste), ieri è stata confermata la proposta agli azionisti del conferimento di una delega al cda per l’aumento di capitale di massimo 110 milioni, di cui 30 già versati al 30 giugno da Exor che si era impegnata a garantirne la copertura totale. Ieri mattina la Juventus ha anche emesso un bond da 150 milioni con scadenza 2037 e tasso di interesse fisso pari al 4,15% annuo, con la finalità di bilanciare meglio l’indebitamento finanziario (280 milioni al 30 giugno).

Non è stata una stagione semplice per la Juventus. Ma nonostante tutto i conti cominciano a tornare, ieri il cda ha infatti approvato il progetto di bilancio al 30 giugno.…

Il Cda approva il bilancio con un rosso di 58,1 milioni e conferma l’aumento di capitale da 110. Indebitamento a 280,2