La coalizione sostiene di voler creare un «Sudan democratico, laico e decentralizzato», ma la formalizzazione di un governo parallelo porterà a ulteriori tensioni e divisioni nel paese. La guerra tra RSF e l’esercito regolare ha causato decine di migliaia di morti e milioni di sfollati, secondo le stime delle Nazioni Unite, causando una grande crisi umanitaria. Fino al 2019 il Sudan era stato governato dal dittatore Omar al-Bashir, sostituito da un Consiglio nazionale cui partecipavano i generali Abdel Fattah al-Burhan e Mohamed Hamdan Dagalo. I due organizzarono nel 2021 un colpo di stato per rovesciare il governo di transizione, ma nel 2023 vennero meno al loro accordo per la condivisione del potere portando infine all’attuale guerra e rinfocolando forti divisioni nel paese.

I combattimenti si stanno concentrando nel Kordofan, a metà tra l'area controllata dall'esercito e quella delle Rapid Support Forces

As violence and rights abuses rage on, the coalition pledges to pursue a ‘secular, democratic’ and decentralised Sudan.