Per arrivare a queste conclusioni la commissione ha esaminato più di 300 video di attacchi di questo tipo e più di 600 messaggi su canali Telegram. Ha inoltre intervistato 91 persone che vivono nelle zone colpite. Attraverso questi elementi ha potuto individuare uno schema specifico degli attacchi con i droni: gli operatori, che vedono i video trasmessi in tempo reale dalle telecamere integrate nei droni, hanno puntato obiettivi visibilmente civili e hanno sganciato su di loro gli esplosivi. In questo stesso modo sono state colpite anche le ambulanze incaricate di soccorrere le persone ferite. Secondo il report delle Nazioni Unite gli attacchi, i video e i post suggeriscono un obiettivo più ampio della Russia: costringere gli abitanti di Kherson ad abbandonare la regione.

I droni lanciati dalla Russia hanno colpito anche alcune infrastrutture, tra cui una linea elettrica nella provincia di Bohodukhiv e un’azienda in quella di Kharkiv. Sono inoltre…

Un'inchiesta denuncia raid con l'utilizzo di droni contro i civili in tanti mesi (ANSA)