Senza voler mancare di rispetto, osservo che l’attivismo giornaliero del ministro Valditara assomiglia molto al dinamismo del criceto dentro la sua gabbietta circolare. Il caro animaletto si muove continuamente, ma non può andare da nessuna parte. Similmente ogni giorno il ministro esterna su tutto l’orbe terracqueo della scuola, ma finora nulla si è mosso. La sua riforma della filiera professionale è stata bocciata da scuola e famiglie. Il tutor scolastico sottopagato non ha entusiasmato nessuno perché si aggiungono problemi invece che risolverli. Il corposo aumento di stipendio promesso in campagna elettorale non si è visto e nemmeno pare sia in vista. Se poi parliamo degli interventi sull’uso del cellulare, sulle occupazioni scolastiche, sulle aggressioni ai docenti, su tutto questo il ministro è intervenuto dicendo la sua con poco costrutto. Almeno finora e per quanto posso capire. La nave della scuola italiana procede nella sua direzione di sempre, ignorando il suo valoroso capitano.
L’ultima frontiera della mission di Valditara riguarda l’inflazione da voti, chiamiamola così. Le statistiche ci dicono, non da ora peraltro, che anche sul piano scolastico abbiamo due Italie, forse anche tre. Guardando ai voti finali dell’esame di Stato, che i giornalisti continuano a chiamare di maturità mostrando il loro modesto senso dell’aggiornamento, emergono le due Italie di sempre. Ma stavolta la differenza è piuttosto antipatica. Al Sud fioccano i cento e anche i cento e lode, mentre al Nord gli insegnanti sono più avari. Il problema consiste nel fatto che la classifica è ribaltata se prendiamo in considerazione i risultati delle prove Invalsi, le prove oggettive e uguali per tutti. Di solito i punteggi degli studenti e delle studentesse delle scuole del Nord sono più elevati, e non di poco. Ergo, siamo di fronte ad una specie di inflazione da voti. La valutazione del docente non misura in maniera accurata la preparazione scolastica dell’allievo. Qui le spiegazioni potrebbero essere tante, a cominciare dal fatto che la prova Invalsi richiede una specifica preparazione. Ma non voglio prendere questa direzione molto ostica.
