Marco Marsilio è in netto vantaggio sullo sfidante Luciano d’Amico. Le prime proiezioni sui dati reali (copertura del 25 per cento) delle elezioni in Abruzzo danno il presidente uscente del centrodestra avanti di nove punti sullo sfidante del campo largo del centrosinistra: 54,7 contro 45,3 per cento. Primi risultati che sono stati accolti con esultanza al comitato di Marsilio a Pescara. Per quanto riguarda i singoli partiti, le proiezioni danno Fdi al 24%, mentre la Lega (8,7) si ferma dietro a Forza Italia (14,3%). Sul fronte opposto: Pd al 18,1%; M5s al 7 per cento; Azione (4,5%).
Exit poll – Il vantaggio era stato rilevato anche dal secondo exit poll dell’istituto Noto per Rete8, che parlava di una forchetta per il governatore tra il 50,5 e il 54,5% e per il candidato del campo larghissimo tra il 45,5 e il 49,5%. La forbice si è subito allargata dopo il primo exit poll, quando sembrava profilarsi un testa a testa. Ancora più ampia la distanza per quanto riguarda le coalizioni: il centrodestra, sempre per il secondo exit poll, è dato al 51,5%-55,5% mentre il centrosinistra è al 44,5-48,5%.
Il primo segnale: l’affluenza delude chi sperava nella rimonta – La rimonta del cosiddetto “campo larghissimo”, forte del risultato in Sardegna, non c’è stata: la campagna elettorale unitaria della coalizione che ha messo insieme tutti i partiti di opposizione (Pd, M5s, ma anche Iv, Azione, Avs e socialisti) non è riuscita nella missione impossibile di ripetere il risultato sardo. Il primo segnale è stata l’affluenza addirittura leggermente più bassa del 2019 e ferma al 52,37% degli aventi diritto: chi confidava nel voto d’opinione (in particolare della costa) che, speranzoso nel ribaltone, avrebbe dovuto correre alle urne, si è dovuto ricredere. Nel corso della giornata infatti, i dati sono andati via via peggiorando: alle 12 l’affluenza ha segnato un più 2 per cento rispetto alla scorsa tornata, ma il margine si è ridotto man mano che passavano le ore fino a scomparire. L’affluenza è stata la peggiore della storia delle regionali abruzzesi, peggiore anche delle elezioni del dicembre 2008, quelle post Sanitopoli dell’arresto di Ottaviano Del Turco.
