Uno sciacallo dorato appeso, come fosse un trofeo, a un cartello di benvenuto al Parco delle Dolomiti Friulane, lungo la strada che da Claut conduce a Cimolais, in provincia di Pordenone. Non si tratta solo di un macabro messaggio, ma di una sfida sfrontata contro la tutela della fauna nella regione Friuli Venezia Giulia. In realtà non si conoscono ancora le cause della morte dell’animale, ma è probabile che sia stato ammazzato da un bracconiere, visto che gli uomini della Guardia forestale si sono messi alla ricerca dell’autore del gesto.

Lo sciacallo dorato ha fatto la sua comparsa in regione solo da qualche anno, assieme ad altre specie carnivore (lupi, linci e gatti selvatici) provenienti dai paesi dell’est, attratte dal fatto che la caccia è vietata in alcune aree protette. “Il fatto accaduto nel Parco delle Dolomiti Friulane è di una gravità inaudita”, dichiarano il delegato regionale della Lega per l’abolizione della caccia, Alessandro Sperotto, e Guido Iemmi della Lega anti vivisezione. “Non è solo il segnale inequivoco di persone violente che si aggirano nei luoghi più belli del Friuli, ma l’ennesimo esempio che il bracconaggio in questa Regione è una piaga ancora pesantemente presente e si accanisce senza nulla temere su animali protetti e all’interno di aree protette”.