Vi proponiamo l’inchiesta sull’avvicinamento fra i gruppi sovranisti e il Partito popolare europeo pubblicata su Fq Millennium di febbraio.

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Contrordine sovranisti e conservatori: la destra non nega (più) il cambiamento climatico. Sono lontani i tempi in cui il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato Lucio Malan firmava una mozione parlamentare alla vigilia della quindicesima Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento climatico in cui spiegava come “contrariamente alle previsioni dell’Ipcc (l’organo dell’Onu che studia il cambiamento climatico, ndr) il livello dell’acqua negli oceani non è in aumento a ritmo preoccupante, i ghiacciai sulla terraferma nelle calotte polari non sono in fase di scioglimento, il numero e l’intensità dei cicloni e uragani tropicali non è in crescita”. Oggi, la nuova destra europea ha quasi rinunciato a negare che l’attività umana abbia cambiato il clima. Continua però a voler rallentare a ogni costo le politiche per mitigarne gli impatti.

Lo scorso dicembre, il presidente del consiglio Giorgia Meloni era alla 28esima Conferenza sul clima e dichiarava che “l’adattamento è una priorità di tutti, ed è una priorità per l’Italia,” annunciando un contributo italiano di 100 milioni di euro al fondo per affrontare perdite e danni provocati dal cambiamento climatico. Eppure solo pochi mesi prima, il 12 luglio, i parlamentari europei del gruppo dei Conservatori e Riformisti – a cui aderisce FdI – e di Identità a Democrazia – a cui aderisce la Lega – bersagliavano di emendamenti e votavano compatti controla proposta della Commissione Europea sul Ripristino della natura, un regolamento che si pone come obiettivo il recupero di quelle aree naturali in Europa che risultino in cattive condizioni. La bozza prevedeva di risanare almeno il 20% dei terreni e delle acque europee degradate entro il 2030, e tutte le aree in stato di bisogno entro il 2050. Inoltre, imponeva ai Paesi membri di raggiungere anche obiettivi specifici, come il ripristino di almeno 25 mila chilometri di fiumi a scorrimento libero.